Category Archives: STUDIO DISCOGRAFICO Napoli

IL SINGOLO

IL SINGOLO

Un singolo musicale é una canzone che viene rilasciata come elemento autonomo.
In genere, i singoli sono collegati o presi da un album e vengono utilizzati per promuovere l'album e l'artista.
In singoli hanno fatto parte della distribuzione musicale, sin dai primi giorni della respirazione, con una popolarità che é cresciuta negli anni.
Il brano sarà anche distribuito nei negozi di musica, a volte prima dell’album come promozione.
I singoli musicali sono anche indirizzati agli acquirenti senza un grande budget, in modo che quegli acquirenti possano prendere il brano anche se non possono permettersi l’album, aumentando le vendite complessive per la casa discografica.
Mentre con la crescente tendenza a distribuire la musica digitale con download, che consente agli utenti di scegliere quali brani scaricare, il singolo musicale ha subito un calo di popolarità.

Il singolo musicale di solito sarà significativamente meno costoso rispetto all'intero album.
Molte persone però preferiscono acquistare entrambi.

Un singolo musicale puo diventare un brano di successo, spesso associato ad un artista o una band, come canzone d'autore.
Questo perché le stazioni radio riproducono il singolo più e più volte , e i consumatori acquistano il singolo in volumi elevati.
Ovviamente per fare ciò, il brano dovrà essere disponibile prima della pubblicazione dell'album.

Per essere considerato un vero “hit single”, un singolo deve tipicamente entrare nelle classifiche utilizzate per tenere traccia delle vendite di musica.
I CD tendono ad essere un mezzo comune per i single, poiché i nastri a cassetta non sono di uso comune.
Alcuni musicisti pubblicano anche singoli su dischi, una tendenza che è più comune nelle sottoculture musicali come le comunità hip hop ed elettroniche.


LA COVER

LA COVER

La cover, nella terminologia della musica principalmente rock e pop, é una "nuova versione di un brano musicale", precedentemente interpretato e portato al successo da un altro artista.
Il termine é usato in riferimento a canzoni riprodotte anche fedelmente e per indicare le reinterpretazioni di brani classici.
Ad esempio come nel caso delle "cover band"oppure delle "tribute band".
Questi gruppi musicali infatti, interpretano solo canzoni famose, scritte d altri o una versione differentemente arrangiata.
Spesso sono dissociati da etichette discografiche.
I diritti economici e le rendite relative all'esecuzione o alla riproduzione di un brano, sono dei suoi autori e dei suoi editori.
Talvolta una nuova versione di una canzone, é caratterizzata dalla modifica della parte letteraria.
In questo caso i diritti possono essere divisi, secondo una percentuale, a seconda dell'entità delle modifiche.
Le modifiche ovviamente che hanno apportato terze persone rispetto agli autori e editori originali.

Qualora invece, uno o più autori vogliano far passare per proprio un'opera, o anche solo parte di essa, scritta da altri, omettendo cioé di attribuire agli autori originali, non si può parlare di cover.
In questo caso per cui si parla di violazione del diritto d'autore.
Si parla anche di copyright, a seconda della giurisdizione.

CENNI STORICI

Negli 50, molti brani di successo delle prime star di colore furono reinterpretate in versioni più leggere, in modo da essere più vendibili e fare da ponte tra il pubblico giovanile e quello più conservatore dei genitori e delle emittenti radiofoniche.
Molto spesso le versioni originali erano state realizzate da artisti di colore e non sarebbero state trasmesse da molte radio americane.

Negli 60 esistevano fondamentalmente due approcci diversi :
Il primo consisteva nel presentare una versione italiana di un brano di un autore od un gruppo famoso già noto all'estero.
Il secondo era proporre come nuovo qualche brano poco noto recuperato nel vasto repertorio anglosassone.

Con il passare degli anni l'approccio è cambiato; spesso artisti di successo eseguono una versione nuova di un brano, per onorare e omaggiare un artista da loro apprezzato.


IL COPY CONTROL

IL COPY CONTROL

Il copy control é un nome generico che raggruppa dei sistemi di protezione da copia, usati tra il 2001 e il 2006 in varie opere registrate su CD da EMI e Sony BMG, Music Entertainment in varie nazioni (Europa, Canada, Stati Uniti e Australia).

Le protezioni copy control sono state escogitate in risposta al peer to peer file sharing (condivisione di file da utente ad utente via internet, attraverso appositi programmi) e alla copia casuale dei compact disc.
Comportamenti diventati abituali negli ultimi anni, che si é supposto abbiano causato ingenti perdite sotto forma delle cosiddette "mancate vendite".

I problemi nel mondo digitale di oggi....

La digitalizzazione della musica ha portato con se una estrema facilità nella duplicazione dei contenuti, come ben noto a tutti.
Non c'é da stupirsi quindi che le case discografiche abbiano cercato di chiudere i cancelli con sistemi anti-copia.

In linea di massima esistono due sistemi:

-nel primo vengono alterate ad arte le modalità di scrittura del CD, introducendo errori di scrittura che vengono gestiti e assorbiti dai lettori CD casalinghi, ma non dai lettori CD-ROM dei PC;

-nel secondo più recente e più efficiente, vengono inserite tracce dati che vengono lette dal CD-ROM del PC, ma vengono ignorate dal lettore CD musicale.

Conclusione:
servono questi sistemi? Ad allontanare i compratori più esigenti sì, ad evitare la copia di sicurezza no, ad imporre l'acquisto di più copie (per casa, per auto) no, ad ostacolare la copia in digitale da parte di utenti PC "medi" sì.


LE CERTIFICAZIONI DELLE VENDITE DI DISCHI MUSICALI

LE CERTIFICAZIONI DELLE VENDITE DI DISCHI MUSICALI

La certificazione delle vendite di dischi musicali é un sistema attraverso cui si stabilisce se un disco sia stato venduto e in quante copie.
Non esiste un sistema unico per tutti.
Per stabilire le certificazioni delle vendite di dischi musicali, ci sono diversi criteri di conteggio.
I criteri che vengono adottati sono differenti tra i diversi Paesi.

Vediamo insieme due differenti criteri:

-Il criterio delle copie che sono state distribuite.
Tale criterio viene spesso nominato sell in "venduto all'interno"della catena di distribuzione musicale, e riguarda le copie vendute ai negozi.

- il criterio invece nominato sell out "venduto all'esterno"della catena di distribuzione, é quello che conta le copie effettivamente acquistate da un utente finale.


Nel nostro paese la Federazione Industria Musicale Italiana (FIMI)  assegna i vari premi.
Questo ente inoltre, ufficializza le certificazioni di vendita di ogni singola registrazione musicale pubblicata, venduta e ascoltata in streaming.

Le certificazioni delle vendite di dischi musicali più comuni sono il disco d'oro e il disco di platino.
Le certificazioni meno comuni sono il disco d'argento e il disco di diamante.

Dagli anni 2000 il sistema di certificazione è stato esteso anche alle vendite on line, includendo quindi i brani scaricati da Internet, e successivamente anche i brani ascoltati in streaming sulle piattaforme digitali.

La quantità minima di copie vendute non é stata costante nel tempo.
Ha sempre subito modifiche.
Per esempio, il primo disco d'oro fu assegnato per un milione di copie nel 1942.
Inoltre, la quantità minima di copie vendute varia di paese in paese, a seconda della popolazione, del territorio e di altri parametri.

 

 


I PLUGIN PER IL MIXING

I PLUGIN PER IL MIXING

Un plugin nell'informatica musicale é un componente aggiuntivo che, utilizzato in un programma di produzione audio - video, permette di aggiungere effetti audio o generare nuovi suoni.
Tra le dozzine di plugin utilizzati durante il mixing in qualsiasi canzone, ci sono tre strumenti di basso presenti in tutele tracce.

Si tratta dei seguenti:

- EQUALIZZAZIONE (EQ) 
- COMPRESSIONE
-RIVERBERO

-L'EQUALIZZAZIONE O EQ é uno strumento molto potente che ti consente letteralmente di scolpire il sound dei vostri brani, bilanciando e/o enfatizzando il tono di qualsiasi strumento, in modo da ottenere l'equilibrio ottimale.

-Attraverso invece la COMPRESSIONE vengono livellate le fluttuazioni del volume, cosí che tutte le note suonino in maniera più uniforme e omogenea all'interno del mix.
Di norma, il naturale range dinamico della maggior parte degli strumenti comporta che alcune note abbiano un volume molto più alto (o basso) rispetto alle altre.
Questo è un fattore positivo in alcuni generi musicali, come la musica classica.
Ma non è l’IDEALE nei generi moderni come la musica pop/rock, così come in quasi tutti gli altri.
In questi generi, il range dinamico è molto meno esteso.
Inoltre la compressione “inganna” il nostro udito, facendoci credere che un mix suoni più forte di quanto non faccia in realtà alzando il livello del segnale medio.

-Con il RIVERBERO infine, le vostre tracce possono suonare come se fossero registrate ovunque preferiate.....

In una Cattedrale Romanica
In una caverna sotto terra
In una scatola di cartone

Permettendo così di inserire artificialmente un’acustica più elaborata (virtualmente quella di qualsiasi altro ambiente), grazie a uno strumento chiamato riverbero digitale.
Esattamente come con EQ e compressione, il riverbero rappresenta un potente mezzo per aggiungere un senso di omogeneità al mix.
Nel caso specifico, legando le singole tracce in un unico ambiente sonoro.


LE PARTI DI UNA CANZONE

LE PARTI DI UNA CANZONE

Le canzoni hanno una struttura ben precisa, sono divise appunto in parti, ed é molto utile, anzi é indispensabile per un cantante sapere quali sono le parti che compongono una canzone.

La prima parte di cui é composta una canzone é l'introduzione.
É strumentale e serve ad annunciare l'inizio appunto del brano.

La seconda parte é la strofa, arriva subito dopo l'introduzione, e si ripete una o due volte sia dopo l'introduzione , sia spesso dopo il ritornello.

La terza parte é il cuore del brano, ossia il ritornello, si chiama anche inciso.
Il ritornello é generalmente la parte più orecchiabile, quella che normalmente un ascoltatore memorizza prima e che gli vien voglia di cantare.

La quarta parte che compone una canzone é il ponte.
Il ponte serve a collegare la strofa e il ritornello e può essere o una variazione della strofa, quindi utilizza più o meno le stesse note ma cambia qualcosa.

Subito dopo troviamo la parte finale.
Il finale può essere strumentale, può essere corale, può essere una combinazione delle due cose.
E’ la parte naturalmente che pone termine alla canzone. E può essere o un finale netto, oppure un finale sfumato.

-Il finale netto è quel finale in cui tutti gli strumenti chiudono la canzone contemporaneamente, cioè smettono di suonare insieme ponendo appunto fine al brano.
-Il finale sfumato invece è quel finale in cui piano piano il volume della musica si abbassa gradualmente fino a sparire completamente.

La scelta del finale è naturalmente molto soggettiva anche se il finale sfumato in genere è utilizzabile soltanto sui dischi, perché dal vivo risulta piuttosto difficile piano piano diminuire il volume e arrivare a zero.
Quindi in genere i finali dal vivo sono sempre finali netti e precisi, mentre sui dischi ci si può concedere appunto un finale sfumato.


L’ARRANGIAMENTO MUSICALE

L'ARRANGIAMENTO MUSICALE

Con arrangiamento musicale, in musica, si indica il lavoro di organizzazione strumentale e strutturale di una data composizione.
L'arrangiamento musicale quindi, è la fase della produzione di un brano, nella quale vengono pensate: strumentazione, groove, struttura definitiva, possibili sostituzioni armoniche, stacchi, cori, e doppie voci, effetti particolari e molto altro ancora.
Il processo di arrangiamento parte, generalmente, dalla scelta del genere musicale in cui si vuole arrangiare il pezzo.

Il processo di arrangiamento può includere:

-la riarmonizzazione degli accordi
- lo sviluppo di una struttura complessa
( strofe o ritornelli, giri di soli, sezioni strumentali, finali, ecc.)
-la scelta degli strumenti da utilizzare in base al genere del brano

Un arrangiatore musicale prende un brano musicale e lo organizza, o lo mette in scena, affinché un particolare gruppo di musicisti suoni. Un arrangiatore non crea nuovi brani musicali, ma crea piuttosto nuovi modi di suonare vecchi brani. Lavora in vari luoghi e produce arrangiamenti musicali per diversi tipi di gruppi musicali.

Diventare un arrangiatore musicale richiede un buon background musicale. Questi artisti devono avere una solida conoscenza non solo di come leggere e scrivere musica, ma anche di come i diversi strumenti lavorano insieme. Devono capire come organizzare le tonalità e i volumi di vari strumenti affinché le melodie e le armonie possano avanzare al meglio. Mentre ce ne sono certamente alcuni con abilità naturali, la maggior parte degli arrangiatori ha avuto una formazione classica, attraverso lezioni private o educazione formale in musica, o entrambi.

É fondamentale scegliere l'arrangiatore giusto per le tue esigenze.
Ogni arrangiatore avrà un genere ed uno stile che più lo contraddistingue.
Saprà arrangiare in molti stili e generi, ma ce ne sarà sempre uno o un paio che lo contraddistinguono e che lo realizzano maggiormente.

 

 

 

 


LE DIRECT BOX

LE DIRECT BOX

Una Direct Box ha un solo fondamentale compito svolgere: convertire un segnale strumentale hi-z sbilanciato in un segnale microfonico low-z bilanciato.
Sul palco permette di dividere il segnale di uno strumento, inviando "l'output" bilanciato al mixer e pii alle casse. Mentre il segnale non processato viene inviato all'amplificatore.
In studio, funziona in maniera simile, fatta eccezione per il segnale bilanciato, che andrà direttamente all’interfaccia audio.

Permettendo di registrare contemporaneamente una versione della medesima traccia con e senza effetti.
Il vantaggio delle Direct Box é anche quello di poter inviare il segnale della chitarra per lunghe distanze senza che la qualità venga intaccata dal rumore.

Possono essere attive o passive:

ATTIVA: necessita di un alimentatore. Va utilizzata con strumenti passivi come chitarra elettrica,basso e piano Rhodes.
PASSIVA: non necessita di un alimentatore. Va utilizzata con strumenti attivi come basso, tastiere e percussioni elettroniche.

Le Direct Box passive hanno tipicamente molto più headroom rispetto alle attive e sono quindi in grado di gestire segnali più forti senza sovraccarichi.
Se e quando un sovraccarico si verifica, le Direct Box passive generano una piacevole distorsione “saturante”, mentre le attive producono un suono molto più aspro, simile al clipping digitale.
Perciò in questo scenario le passive sono l’ideale. L’altro loro scenario ideale sono le performance live.

Il problema nell’utilizzo di Direct Box attive sul palco è che ciascuna delle 3 possibili fonti di alimentazione  presenta delle sfide particolari:

  1. Corrente Alternata – è difficoltoso farla arrivare al palco.
  2. Batterie – si scaricano sempre nel momento peggiore, e sostituirle è costoso.
  3. 48V phantom power – solitamente non è abbastanza forte da fornire un headroom adeguato.

Quelle passive invece, NON utilizzando nessuna alimentazione, funzionano meglio in questi casi in quanto evitano tutti questi potenziali problemi.

 

 

 

 


IL MIDI

IL MIDI   

Con il termine MIDI (acronimo di Musical Instrument Digital Interface) si intendono sia l'insieme di specifiche tecniche che danno vita al protocollo, sia l'interfaccia hardware, che consente il collegamento fisico tra vari dispositivi.
Un flusso di questi dati  è come uno spartito musicale, ovvero tutte le informazioni relative all'esecuzione della parte musicale.

Tale interfaccia è composta da una o più delle seguenti porte:

MIDI IN: porta a cui arrivano i dati. Questa porta deve essere sempre collegata con una porta Out oppure Thru.
MIDI OUT: porta da cui escono i dati verso un MIDI In.
MIDI Thru: è una copia esatta dei dati che arrivano al MIDI In e vengono immediatamente rispediti fuori attraverso il MIDI Thru.
Questa porta serve per collegare più dispositivi allo stesso master (cioè il dispositivo che invia i dati)

Il protocollo è però ben più complesso, e consente non solo di inviare informazioni sulle note suonate, ma anche una serie di messaggi destinati alla modifica di parametri e impostazioni sui dispositivi collegati. Tra questi i più utilizzati sono i program change e i control change. I primi vengono utilizzati tipicamente per cambiare un preset su un dispositivo, utilissimo in situazioni live e non solo.

Un po di storia.....

Il protocollo nasce all’inizio degli anni ’80 grazie Dave Smith e Chat Wood di Sequential Circuits , che nel 1981 propongono le prime specifiche in un documento pubblicato sotto il nome di “The complete SCI MIDI”.

All’epoca non esisteva uno standard di comunicazione tra strumenti elettronici: alcuni costruttori (Roland, Oberheim) avevano già dotato i loro prodotti di sistemi di comunicazione, ma spesso sincronizzare e interfacciare strumenti di produttori diversi richiedeva soluzioni ad hoc piuttosto complesse. Il nuovo protocollo  permetteva finalmente di superare questi limiti e offriva nuove soluzioni al problema.
I primi strumenti dotati di tale interfaccia furono il Prophet600 di Sequential Circuits e il DX-7 Yamaha, lanciati sul mercato a partire dal 1983.


Parthénope

“PARTHÈNOPE” UN BRANO DEI PRIOR

  PARTHÈNOPE é in distribuzione mondiale su tutti i digital store il 15 Agosto 2021. È un brano scritto da Paolo Priore che, nel 2010, ritorna con la band 'PRIOR". Con la sua musica, prova a dedicare qualcosa a Napoli. Con Parthènope prova a catapultare il suo pubblico nel XIII secolo. Percorrendo un viaggio storico, dalla fondazione, della sua città natale, ad oggi. Il cantante, infatti, definisce il suo brano come "un binario che passa tra due mondi: dalla nascita di Napoli all'attualità di oggi".Parthènope é dunque un invito quindi a conoscere questa città. "Vieni con me", infatti, indica letteralmente "vieni vedere la mia città piuttosto che restare lí a criticarla". È un invito ad abbattere il prototipo di "Pizza e Mafia" attribuito dagli stranieri conoscendo Napoli solo attraverso i media.

Intervista a Paolo Priore

Cresciuto in un quartiere popolare. Paolo ha una forte passione per la musica, tramandatagli dalla famiglia. Grazie a suo zio, maestro di musica, ha coltivato la passione per il genere Rock, Hard Rock e Heavy Metal. Coinvolto dalla musica, Paolo  nel 2005 forma la band "Prior", che negli anni a seguire cambia componenti ma non il suo stile. Con la sua band infatti realizza brani Metal, in lingua napoletana. Ciò gli permette di esprimere al meglio i suoi pensieri.

Da solista invece utilizza un genere Rap che si evince dall'album contenenti brani dedicati al suo quartiere.

 

Rapporto con ArsMusic

Paolo Priore ha provato una nuova esperienza lavorativa affidandosi all'agenzia ArsMusic. Ha conosciuto il direttore dell'agenzia, il maestro Gennaro MONÈ, descrivendolo poi come un umile artista e grande maestro. Il suo progetto futuro é la realizzazione di un album Metal, ispirandosi sempre alla "sua Napoli"

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