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L’ ARPA

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L'ARPA

L'arpa é strumento musicale cordofono a pizzico. Esistono varianti acustiche ed elettriche.
L'esecutore, seduto, appoggia lo strumento sulla spalla destra e pizzica le corde con i polpastrelli di tutte le dita, tranne quelle dei mignoli.

La parola "Harpa" viene dall'antico sassone e significa "pizzicare".
Dal XIII secolo questo termine fu applicato specificamente per l'arpa triangolare in opposizione alla lira.
L'antico termine gaelico per uno strumento a corde di metallo era "Cruit" e fu applicato all'arpa verso il 1200. Il termine successivo utilizzato in Scozia e in Irlanda per l'arpa "celtica" fu clarsach o cláirseach.
Fonti scozzesi dei secoli XV e XVI mostrano che entrambi i termini "arpa" e "clarsach" erano in uso comunemente a quell'epoca, e sembrano indicare che ci fosse una distinzione tra le arpe in stile europeo, cordate in budello animale, e le clarsachs gaeliche, cordate in metallo.

La struttura

La MENSOLA é la parte superiore dell'arpa ed é a forma di "S". Vi sono fissati dei chiavistelli che servono per tendere le 47 corde che costituiscono la cordiera.
La CASSA ARMONICA é il lato obliquo dello strumento abbracciato dall'esecutore.
La PEDALIERA contiene 7 pedali che consentono di variare l'intonazione delle corde.
La COLONNA sostiene lo strumento e contiene dei tiranti che mettono in comunicazione i pedali con i cilindri che regolano la lunghezza delle corde.

Cenni storici

Nessuno sa realmente dove l'arpa ebbe origine, vi sono fonti antichissime che testimoniano contemporaneamente la sua presenza in parti del mondo molto lontane tra loro, e non sapremo mai come suonavano le arpe in epoca preistorica. Una delle prime scoperte di strumenti musicali mostra uno strumento che assomiglia ad un'arpa raffigurato su pitture rupestri risalenti al 15.000 a.C. in Francia. Si pensa che le prime arpe derivino dall'arco da caccia, infatti la corda tesa tra i due estremi dell'arco produce un suono.

 


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IL VIOLINO

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IL VIOLINO

Il violino é uno strumento musicale ad arco, facente parte della famiglia delle viole.
Costruito principalmente in legno, con quattro corde accordate per quinte (mi,la,re e sol) tese su un ponticello.

La struttura

Il violino é composto da una cassa armonica e dal manico innestato nella parte superiore della cassa. La cassa armonica, tradizionalmente di lunghezza compresa tra i 34,9 ed i 36,2 centimetri, é costruita in legno di abete rosso e la forma ricorda vagamente un 8.
La tavola armonica ed il fondo sono collegati tra loro, oltre che dalle fasce laterali, anche da un listello cilindrico di abate di circa 6mm, chiamato anima, e posto all'interno della cassa armonica.
Il violino ha solamente due aperture chiamate effe.
Per distribuire la pressione generata dalle corde, troviamo un listello di legno di abete che ha anche la funzione di distribuire uniformemente le vibrazioni, su tutto il piano armonico.
Sulla parte superiore del manico é incollata la tastiera, realizzata in ebano, sulla quale vengono premute le corde. Le corde passano dai pinoli ad un sostegno all' inizio del manico, capotasto, poi scorrono sopra la tastiera, poggiano sul ponticello e vengono fissate alla cordiera, che per mezzo di un cavo viene collegata al bottone.

Cenni storici

Si suppone che il violino sia nato come strumento per musicisti ambulanti che necessitavano di un unico strumento per raggiungere differenti tonalità, fondendo le vielle e le ribecche a tre corde.
Sebbene il violino fosse usato principalmente per allietare le danze, in Italia iniziò una vera e propria scalata verso ruoli ben più nobili, come l’impiego nelle cori e nelle chiese.
Vi è prova che nel 1530 a Brescia un violino ha suonato durante una messa; circa dieci anni dopo a Venezia troviamo diverse scuole ed lo strumento musicale appare anche in diverse processioni.
Il violino prende veramente piede nel XVII secolo quando l’Europa viene invasa dall’arte della liuteria.
Per ragion di merito ricordiamo che la vera culla della liuteria è l’Italia, con nomi del calibro di Antonio Stradivari, Andrea Guarnieri, Domenico Montagnana e Alessandro Gagliano solo per citarne alcuni.