Category Archives: HOME PAGE

  • 0

“Synesthesia” di Maria Rosaria Pistola: l’intervista sul primo album con ArsMusic

Category:HOME PAGE,STUDIO DISCOGRAFICO Napoli

"Synesthesia" di Maria Rosaria Pistola - La musica e la parola scritta condividono una capacità straordinaria: quella di dare forma e voce alle sfumature più intime del nostro vissuto. Lo sa bene Maria Rosaria Pistola, docente di lettere e allieva della scuola ArsMusic di Napoli, che ha recentemente coronato un importante percorso artistico con la pubblicazione del suo primo album discografico, intitolato "Synesthesia".

Un progetto intenso, nato tra le aule e le sale d'incisione della scuola, che raccoglie un viaggio interpretativo raffinato e personale. Abbiamo intervistato Maria Rosaria per farci raccontare la genesi e l'evoluzione di questo lavoro.

"Synesthesia" di Maria Rosaria Pistola: il significato del titolo tra figura retorica e sfumature sensoriali

La scelta del titolo rivela fin da subito l'impronta culturale e la sensibilità dell'artista. Synesthesia non è soltanto una suggestione, ma una vera e propria chiave di lettura del disco.

Da dove nasce un titolo così evocativo e cosa rappresenta per te la sinestesia?

Maria Rosaria: "Essendo una docente di lettere, credo fortemente nel potere delle parole. Le parole sono lo strumento essenziale per decodificare il nostro mondo interiore, nonché per interpretare e interagire con il mondo esterno. Verbalizzare in modo opportuno è fondamentale per gestire il rapporto con sé stessi e con gli altri. Scegliere le parole giuste è importante: non si possono usare le parole senza consapevolezza, si rischia di non riuscire a farsi capire o, addirittura, di fare danni. Quindi, dopo una lunga riflessione, per il mio album ho scelto il titolo "Synesthesia"- la traduzione inglese di sinestesia - perché mi è sembrato esprimere appieno lo spirito del progetto.

La sinestesia è una figura retorica che accosta termini di ambiti sensoriali diversi percepiti nello stesso momento. Ad esempio, un termine che si riferisce ad una sensazione olfattiva viene affiancato da un aggettivo che, contemporaneamente, evoca una suggestione uditiva o visiva. La trovo una figura retorica molto raffinata, dal grande potere descrittivo.

E non solo, ma la parola "sinestesia" è anche utilizzata per indicare un'affascinante caratteristica neurodivergente in cui la stimolazione di un senso produce effetti automatici sugli altri, facendo associare all'istante suoni a colori, sapori o sensazioni tattili. La trovo  una particolarità molto interessante e sinceramente non mi sarebbe dispiaciuto averla. Per certi aspetti la considero un dono o, comunque sia, qualcosa da vivere serenamente, come un tratto distintivo e, perché no, speciale. Ho scoperto che Billie Eilish - artista di cui sono grande fan - ha la sinestesia. Ciò mi ha spinta ulteriormente a scegliere questa parola come titolo.

Per il mio album, non essendoci un tema unico ma brani variegati, la sinestesia mi è sembrata un'espressione ancor più calzante, a maggior ragione per rappresentare la sovrapposizione delle emozioni provate durante quella che potrei definire un'odissea affettiva. I brani che ho scelto raccontano di una mia esperienza, durante la quale ho vissuto un'altalena di emozioni contrastanti e sovrapposte: gioia velata di malinconia, rabbia dettata da un amore viscerale, tristezza alimentata dalla speranza. Proprio come succede con la sinestesia, ho percepito un avvicendarsi di suoni, colori, sapori, il calore della rabbia, il freddo del dolore, il nero dei momenti bui e così via.  

La struttura dell'album "Synesthesia" di Maria Rosaria Pistola: 10 brani e un'accurata ricerca espressiva

Come hai selezionato le canzoni che compongono la tracklist di Synesthesia?

Maria Rosaria: "Gli 11 brani inseriti sono tutti pezzi del cuore, scelti da me o suggeriti dalla mia maestra durante le lezioni. Per me il significato del testo è fondamentale: non mi basta che un brano sia orecchiabile o una grande hit, ho bisogno che il contenuto mi parli in modo familiare. Se il testo non racconta qualcosa della mia esperienza, non riesco a cantarlo.

L’ordine in cui ho scelto di disporre i pezzi non è casuale, ma è dettato dalla volontà di tracciare il percorso dell'esperienza da me vissuta. E cioè: nascita e crescita di un amore, delusione provata nello scoprire di essere l’unica ad amare, difficoltà a lasciare andare, voglia di restare e, infine, la resa, che in realtà è consapevolezza e ritorno a sé stessi.

Con il decimo brano, cioè 'Photograph' di Ed Sheeran, chiudo con una riflessione per me molto importante: ciò che resta sono solo i ricordi, ma non per forza amari. Ricordi di qualcosa di sincero, che da parte mia continua ad essere vero, anche se ha cambiato forma, diventando maturo e sereno, ma soprattutto rispettoso delle scelte altrui.

Anche l'alternanza linguistica (italiano, inglese e spagnolo)  è stata studiata a tavolino per alludere alla varietà di emozioni e sensazioni a cui queste canzoni danno voce.

 

Tra interpretazione e nostalgia: l'omaggio a "Sally" e "Photograph"

Rielaborare brani celebri del repertorio italiano e internazionale richiede un equilibrio costante tra rispetto dell'opera originale e impronta personale.

Come sei riuscita a dare una nuova veste a questi classici senza snaturarli? E a quali brani ti senti più legata?

Maria Rosaria: "Studiando ho imparato che cercare di scimmiottare l'interprete originale è impossibile e controproducente. Insieme alla mia maestra Alessandra, ho lavorato tanto sia sulla tecnica sia sull'interpretazione per prestare la mia voce al racconto del testo. Ci ho messo letteralmente me stessa, pur cercando di non snaturare l'originale. Mi sono emozionata tanto durante la realizzazione del progetto e spero a mia volta di emozionare chi avrà voglia di ascoltarmi.

Se devo indicare i brani più significativi, direi 'Sally' di Vasco Rossi e 'Photograph' di Ed Sheeran.

Il primo perché Sally ha molto di me o, meglio, io ho molto di Sally soprattutto ora, nella mia vita da adulta. Da giovane si hanno tanti sogni e progetti; da adulta, invece, si fa il bilancio. La vita continua e si possono fare ancora tante cose, ma un bel pezzo di strada l'ho già percorso e, come dire, Sally sembra averlo percorso con me.

Per quanto riguarda 'Photograph', penso sia un brano che abbia il valore di un classico senza tempo. Una fotografia ferma il tempo e custodisce per sempre i ricordi delle emozioni che danno senso alla vita. L'amore può far male, ma ti fa sentire vivo e una foto racchiude e salva i momenti più belli, il cui ricordo scalda il cuore anche se quel momento non si potrà rivivere. Credo che la consolazione nasca dalla consapevolezza e dalla gratitudine per aver avuto la possibilità di viverlo. 'Photograph' ci ricorda il tempo che passa e la necessità di dare valore ad ogni momento vissuto. Oggi le immagini restano nella memoria di un telefono o si cancellano con un click; io invece mi sento 'vintage', come una di quelle foto cartacee stampate dai vecchi rullini Kodak, che custodiscono i ricordi come gioielli."

Il valore del percorso con la scuola Ars Music

La nascita di Synesthesia è indissolubilmente legata all'ambiente formativo ed umano trovato all'interno della scuola ArsMusic.

Quale ruolo ha avuto Ars Music nella realizzazione di questo progetto e com'è stata l'esperienza in studio?

Maria Rosaria: "ArsMusic è stata il punto di partenza. Non è solo la scuola in cui studio canto, seguita da una docente di grande professionalità e competenza, ma è anche il luogo delle opportunità.Tutto è iniziato quando la scuola mi ha proposto di partecipare all'ArsMusic Festival. Inizialmente avevo dubbi e perplessità, lo confesso, anche perché mi imbarazzava l’idea di partecipare ad un concorso che credevo più adatto a far conoscere giovani promesse, poi mi sono convinta ed è andata molto bene. Infatti, sono risultata tra i vincitori e così ho inciso la mia prima cover, “Sei nell’anima” di Gianna Nannini, brano che fa parte dell’album “Ars Music festival VIII ed.”, presente su tutte le piattaforme digitali. Da quella vittoria è nata la spinta a realizzare un album intero.

 L'esperienza in studio di registrazione è stata bellissima e intensa. Quando vado a registrare entro in sala e lì dentro capisco che “sto facendo sul serio”. Mi preparo sempre con cura, tra esercizi vocali, aerosol e spray per arrivare pronti. Ogni volta mi sembra di essere chiamata ad esibirmi davanti ad un pubblico e, anche se non è così, posso garantire che l’emozione che provo è davvero grande, al punto che a volte gioca brutti scherzi e, mentre registro, mi capita di fare errori che durante le lezioni non faccio. Addirittura, al termine della registrazione di Sally mi sono emozionata fino a commuovermi.

  

Resilienza e progetti futuri: in arrivo un secondo album

L'uscita di Synesthesia rappresenta un traguardo significativo, ma anche l'inizio di una nuova fase di ricerca musicale.

Qual è il messaggio principale dell'album "Synestesia di Maria Rosaria Pistola"e cosa ci dobbiamo aspettare per il futuro?

Maria Rosaria: "Chi vorrà ascoltarmi, forse sentirà in parte le emozioni che ho provato io e che ho cercato di tradurre in musica, ma se c’è una cosa che mi auguro che arrivi a tutti è il mio invito alla resilienza. L'amore non deve essere una fonte di tormento o distruzione, ma uno strumento per crescere e conquistare serenità e consapevolezza. Sopra ogni cosa vorrei che arrivasse la sensazione di liberazione, la serenità di aver conquistato una nuova versione di sé. Insomma: la soddisfazione di essere riusciti a fare di un’esperienza complessa, un’occasione di crescita interiore.

Per il futuro, continuerò sicuramente a studiare canto ad ArsMusic perché la musica è una cosa seria e c'è sempre da imparare. Se fossi più giovane e ne avessi la possibilità, studierei addirittura al Conservatorio, ma la mia strada l’ho già scelta. Sono insegnante ed anche felice di esserlo. Tuttavia, il canto è una passione grandissima, che continuerò a coltivare.

Posso solo anticipare che abbiamo in programma un secondo album di 6 brani: due pezzi sono già registrati e ne incideremo altri quattro a breve per un progetto speciale dedicato a una sola cantante.

Inoltre, sto valutando alcune collaborazioni per realizzare dei duetti e magari scrivere dei testi miei. Mi è stato proposto da un collega di scuola, un docente di musica ed eccellente professionista. Per questa cosa ora non sono ancora pronta, però ci sto pensando seriamente. Per il resto vediamo come va 'Synesthesia'.

Di sicuro continuerò a lavorare migliorando la tecnica e sperimentando generi, affidandomi alla professionalità e all’esperienza della scuola ArsMusic e alle indicazioni della mia bravissima maestra. Per il resto, continuo a vivere la musica come il mio rifugio privilegiato."

Dove ascoltare "Synesthesia" di Maria Rosaria Pistola

Cosa si prova a vedere pubblicato e distribuito sulle piattaforme digitali il tuo primo album discografico?

Maria Rosaria: "Sono emozionatissima, ma credo che lo sarebbe chiunque. Solo qualche anno fa non pensavo potessi fare una cosa del genere, soprattutto ora che sono adulta.

Ho sempre amato cantare, ma neanche da giovane, con tutta la vita davanti e un futuro da costruire, ho mai pensato di poter incidere dei pezzi e pubblicarli. Cantavo a casa, da bambina, davanti alla TV guardando Sanremo. Poi da ragazza, cantavo mentre studiavo, per rilassarmi o per liberare emozioni inespresse.

Praticamente potrei riassumerti il mio primo rapporto con la musica con il classico “canto sotto la doccia”, come tanti. Ti confesso che mi piaceva ascoltarmi e provare a imitare i cantanti che amavo, anche nella mimica e nelle loro movenze. Insomma, facevo la “buffoncella” davanti allo specchio. Cantare per incidere e farmi ascoltare da altri è una scoperta recente. In questo senso, studiare canto mi ha fatto davvero aprire gli occhi su nuove possibilità e ho avuto conferma che non esiste un’età giusta per fare le cose. Ognuno ha i suoi tempi e le occasioni fanno il resto.

L'album "Synesthesia" di Maria Rosaria Pistola è disponibile su tutte le principali piattaforme di streaming musicale digitali.

Vuoi scoprire come sviluppare la tua voce o realizzare il tuo progetto discografico? Contatta la scuola di musica ArsMusic per conoscere i corsi di canto e produzione.

SEGUICI SUI SOCIAL PER VIDEO TUTORIAL MUSICALI

ACQUISTA LA COMPILATION


  • 0

Come leggere le note sul pianoforte: la guida semplice di ArsMusic

Category:HOME PAGE,SCUOLA DI MUSICA Napoli

Se hai sempre desiderato metterti in gioco e capire come leggere le note sul pianoforte, sei nel posto giusto!

Il primo impatto con gli spartiti può fare un po’ paura, ma la verità è che decifrare quel misterioso linguaggio fatto di linee e pallini è molto più semplice di quanto pensi.

Nel video di oggi, la maestra di pianoforte di ArsMusic, Valentina Vitale, ci spiega un metodo immediato e alla portata di tutti per fare il primo, fondamentale passo: capire come leggere le note sul pianoforte partendo da zero.

Cos’è il pentagramma e come funziona

Il punto di partenza di ogni musicista è il pentagramma. Come ci mostra la maestra Valentina, si tratta di una griglia fondamentale composta da 5 righe e 4 spazi.

A differenza di altri strumenti, il pianoforte ha un’estensione enorme (ha ben 88 tasti!). Per questo motivo, i pianisti devono imparare a leggere in due chiavi contemporaneamente:

  • La chiave di violino (o chiave di Sol), che di solito indica le note acute suonate con la mano destra.
  • La chiave di basso (o chiave di Fa), dedicata alle note gravi suonate con la mano sinistra.

Oggi ci concentreremo sulla chiave di violino, la più famosa e la prima che si incontra quando ci si approccia allo studio della musica.

Le note sulle righe e negli spazi: il metodo visivo per leggere le note sul pianoforte

Per capire come leggere le note sul pianoforte, la maestra Valentina Vitale ci invita a dividere la lettura in due categorie: le note che si trovano “tagliate” dalle linee e quelle che “abitano” dentro gli spazi.

Se guardiamo le linee (partendo sempre dal basso verso l’alto), le note da memorizzare sono:

Mi – Sol – Si – Re – Fa

Se invece guardiamo le note posizionate negli spazi intermedi, l’ordine diventa:

Fa – La – Do – Mi

All’inizio potrebbe sembrarti un semplice elenco da imparare a memoria, ma c’è un segreto per velocizzare il processo in modo incredibile.

Il trucco delle 5 dita per memorizzare i tasti

Per rendere tutto più naturale e immediato, la maestra di ArsMusic suggerisce di usare uno strumento che hai sempre a portata di mano: la tua stessa mano!

Immagina che le tue 5 dita siano le 5 righe del pentagramma.

Il pollice sarà il Mi, l’indice il Sol, il medio il Si, l’anulare il Re e il mignolo il Fa.

Gli spazi tra un dito e l’altro rappresenteranno invece gli spazi del pentagramma: Fa, La, Do, Mi.

Guardando la tua mano mentre studi o mentre sei davanti alla tastiera, associare la posizione visiva sullo spartito al movimento delle dita diventerà un automatismo in pochissimo tempo.

Imparare a leggere le note sul pianoforte: i primi passi oltre la teoria

Saper leggere le note è come conoscere l’alfabeto, ma per iniziare a parlare (e a suonare) serve anche altro. Chi si approccia al pianoforte per la prima volta deve fare attenzione alla postura – mantenendo la schiena dritta e le spalle rilassate – e alla posizione delle mani, che devono essere arcuate come se stringessero una pallina invisibile.

Non scoraggiarti se i primi giorni le tue mani sembreranno non volerne sapere di andare a tempo. Il segreto del pianoforte è la costanza: bastano anche solo 15 o 20 minuti di esercizio al giorno per vedere progressi straordinari già dalle prime settimane.

Mettiti alla prova con ArsMusic!

Il nostro video ti ha fatto venire voglia di sederti davanti ai tasti bianchi e neri? Non lasciare il tuo talento nel cassetto.

CONTATTACI per prenotare la tua prima lezione di pianoforte da ArsMusic: i nostri maestri sono pronti ad accompagnarti passo dopo passo nel tuo viaggio musicale!

Seguici sui social per altri contenuti

Potresti leggere anche: Imparare a suonare il pianoforte con ArsMusic