VERDI

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Giuseppe Verdi

Giuseppe Verdi nasce a Roncole di Busseto, in provincia di Parma, il 10 ottobre 1813. Il padre divide il suo tempo tra una piccola osteria e il lavoro nei campi. La madre è una filatrice. Giuseppe, che mostra un talento precoce, studia musica con l'organista della chiesa, poi prosegue al ginnasio e alla scuola di musica del paese. Nel 1832 si reca a Milano per l'esame di ammissione al Conservatorio, ma non viene ammesso. Prosegue gli studi privatamente, con Vincenzo Lavigna, operista e maestro di cembalo al Teatro alla Scala. Grazie a lui Verdi entra in contatto con il mondo dell'opera.

La prima fase: le opere e politiche

La rappresentazione della sua prima opera, Oberto conte di San Bonifacio, al Teatro alla Scala avviene nel 1839. Ma per Verdi gli anni tra il 1838 e il 1840 sono un periodo difficile dal punto di vista familiare perché funestati dalla morte della moglie e di due figli. La perdita delle persone care lo porta sul punto di abbandonare la carriera, ma alla fine prevale l'ispirazione artistica e Verdi riesce a comporre Nabucco (1842) e I Lombardi alla prima crociata (1843), lavori con i quali ottiene un grande successo. Sono opere di carattere storico, come la successiva Battaglia di Legnano (1849), e hanno come protagonisti popoli

che cercano di riconquistare la libertà. Oppressi dal dominio straniero, gli italiani si identificano facilmente con queste storie e ritrovano espressi in esse, soprattutto nei cori, il loro desiderio di indipendenza e le loro aspirazioni politiche del Risorgimento.

La seconda fase: la trilogia "popolare"

Durante la seconda fase della sua vita artistica Verdi compone tre grandi capolavori, conosciuti come la trilogia "popolare": Rigoletto (1851), Il trovatore (1853), La traviata (1853). Queste opere prendono forma attorno alla vita di singoli individui, di cui la musica racconta la storia, descrive i sentimenti e i conflitti sociali in cui sono coinvolti. Per fare questo, Verdi modifica la struttura tradizionale del melodramma, adattandola alle esigenze delle vicende rappresentate. Così, quando

Rigoletto entra in scena per la prima volta intona un recitativo, che più si adatta al personaggio e alla situazione. Solitamente, invece, all'inizio di un'opera, al protagonista veniva fatta cantare un'aria, senzapreoccupazione per il carattere della scena e del personaggio.

Verdi continua a viaggiare in Italia e in Europa, per seguire la messa in scena delle sue opere. Nel 1859sposa il soprano Giuseppina Strapponi e nel 1861 viene eletto nel primo parlamento italiano.

La terza fase: una nuova forma di melodramma

Mentre al di là delle Alpi, il compositore tedesco Richard Wagner (1813-1883) sta lavorando a una riforma del melodramma, che però il compositore italiano non condivide, Verdi si dedica a creare una nuova forma d'opera lirica in cui ci sia una perfetta fusione tra la musica e l'azione drammatica.

Per lui è necessario che la musica possa fluire senza interruzioni, adattarsi liberamente alle situazioni e alle parole e abbandonare la netta distinzione tra

arie e recitativi. Da questa sua riforma, che incontra anche diverse critiche sia del pubblico sia degli addetti ai lavori, nascono capolavori come Don Carlos (1867), Aida (1871, composta per i festeggiamenti per l'apertura del Canale di Suez), Otello (1887), e Falstaff (1893).

Giuseppe Verdi muore a Milano il 27 gennaio 1901.


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