SCHÖNBERG

SCHÖNBERG

Arnold Schönberg

Schönberg Arnold nasce a Vienna il 13 settembre 1874 in una famiglia ebrea della piccola borghesia. Nonostante in famiglia non ci sia una tradizione musicale, sia Arnold sia sua sorella e suo fratello mostrano uno spiccato talento musicale. A otto anni Schönberg inizia a suonare il violino con un suo coetaneo e amico e, poco tempo dopo, a comporre. Più tardi imparerà da solo a suonare il violoncello. Schönberg è autodidatta. Il suo unico insegnante è il musicista Alexander von Zemlinsky, direttore di un'orchestra di dilettanti di cui entra a far parte, suo amico e fratello della sua futura prima moglie. Con lui Schönberg studia composizione, mentre da solo studia i compositori classici e romantici. Nel 1890, però, muore il padre e Schönberg, che ha sedici anni è costretto a impiegarsi in banca per sostenere la famiglia. Per lo studio della musica ha tempo solo dopo il lavoro, nelle serate trascorse con gli amici.

 

La distruzione delle regole tradizionali

Sin dalle prime composizioni il suo linguaggio appare molto distante dal consueto. Se il Quartetto d'archi in Re maggiore (1897) piace, la Notte trasfigurata (1899) viene rifiutata dall'editore e nel 1900 alcuni suoi Lieder vengono contestati dal pubblico. Gode tuttavia di grande considerazione da parte di molti musicisti suoi contemporanei, tra cui Mahler. Nel 1901 inizia a insegnare musica. L'insegnamento e la composizione costituiscono le grandi passioni della sua vita: l'attività di insegnante è anche la sua fonte di reddito, dato il suo scarso successo come compositore. Tra i suoi allievi ci saranno Anton von Webern e Alban Berg.

Tra l'inizio del nuovo secolo e la Prima guerra mondiale Schönberg porta fino ai limiti estremi il tradizionale concetto di armonia, sviluppando un modo di comporre atonale, cioè senza tonalità: la tonica non è più il punto di riferimento per le altre note, ma tutte le note hanno uguale importanza. Le composizioni di questo periodo, tra cui Pierrot Lunaire (1912, per voce recitante e piccolo complesso da camera di 8 strumenti), sono fortemente dissonanti, suscitano scandalo e disorientano il pubblico: esprimono l'angoscia e il senso di smarrimento dell'uomo moderno di fronte alla società contemporanea, su cui incombe la Prima guerra mondiale. Questi stessi anni sono anche quelli di massima attività come pittore. In pittura come in musica si esprime con uno stile "dissonante".

 

Le nuove regole della dodecafonia e il trasferimento negli Stati Uniti

Prima e dopo il primo conflitto mondiale, Schönberg vive tra Vienna e Berlino. Morta nel 1923 la prima moglie, da cui ha avuto due figli, si risposa nel 1924 e nel 1925 assume la cattedra di composizione al Conservatorio di Berlino. Proprio in questi anni di crescente antisemitismo, scrive, tra l'altro, i primi due atti dell'opera Mosè e Aronne, che segna un passo verso il riavvicinamento alle sue origini ebraiche. Tra le due guerre, Schönberg sperimenta diverse strade per arrivare all'invenzione di nuove regole, fino a quando definisce l'idea della musica dodecafonica.

Nel 1933, appresa la notizia che il governo nazista ha intenzione di togliere il posto agli ebrei, lascia Berlino, prima per la Francia, poi per gli Stati Uniti. Insegna prima a Boston, poi all'Università della California.

Nel 1947 compone Un sopravvissuto di Varsavia, opera che si ispira un episodio avvenuto all'inizio della Seconda guerra mondiale nel ghetto ebraico della ca-

pitale polacca. Muore nel 1951.


SCHUBERT

Franz Schubert

Franz Schubert nasce il 31 gennaio 1797 a Vienna. Il padre, di origini contadine e immigrato nella capitale austriaca dalla Moravia, è riuscito a studiare e a diventare maestro di scuola; suona anche discretamente il violino e il violoncello, perché l'educazione scolastica nell'impero asburgico prevede anche la formazione musicale. Franz è il dodicesimo di quattordici figli, ma solo cinque dei fratelli Schubert raggiungono l'età adulta e, insieme a Franz, due diventano musicisti di professione. La prima formazione musicale di Schubert avviene quindi in famiglia: il padre gli insegna il violino, uno dei fratelli maggiori il pianoforte.

Gli studi in collegio e i primi capolavori

Nel 1808 viene ammesso come cantore in un collegio prestigioso dove tra gli altri insegna Antonio Salieri, maestro di cappella della corte viennese e operista di successo. La prima composizione di Schubert, una Fantasia per pianoforte a quattro mani, risale al 1810.

Del 1812-1813 sono i primi quartetti per archi e del 1813 è la Sinfonia n. 1 in Re maggiore. Nel 1813 Schubert deve lasciare il collegio perché la famiglia non può più sostenere le spese e decide di prendere la licenza di assistente scolastico per potersi mantenere mentre si dedica a ciò che gli interessa: comporre musica.

Degli anni 1814-1815 sono i primi capolavori nei generi tipicamente romantici del Lied (un brano breve per voce solista e pianoforte) e della ballata: Margherita all'arcolaio e Il re degli Elfi.

Nel 1817 lascia però l'impiego e va a vivere nella casa messa a disposizione da un amico, per occuparsi esclusivamente della musica. In quell'anno compone, tra l'altro, i Lieder La trota, che nel 1819 darà il titolo al Quintetto in La maggiore, e La morte e la fanciulla, che nel 1824 darà il titolo al celebre Quartetto in Re minore, in cui è evidente una straordinaria padronanza della tecnica musicale

Le scelte artistiche contro corrente

Nel 1817 Schubert conosce il baritono Johann Michael Vogl, cantante di successo, che da quel momento diventa interprete e destinatario dei suoi Lieder. Ricordiamo le raccolte La bella mugnaia (1823) e Viaggio d'inverno (1827). Con Vogl compie due tournée in Austria (1819 e 1825) e grazie a lui raggiunge la popolarità come autore di Lieder, un genere, però, che nella mentalità dell'epoca è considerato minore.

Nella sua breve vita - muore infatti il 19 novembre 1828, a soli 31 anni - Schubert compone un migliaio di opere, tre quarti delle quali sono vocali (Lieder, messe e opere liriche). Non raggiunge però mai un successo tale da garantirsi la stabilità economica, per due motivi. Il primo è che vive nell'epoca in cui dominano Beethoven e lo stile musicale "grandioso" ben rappresentato dalla Nona sinfonia e da cui Schubert si tiene lontano anche nelle sue sinfonie. Di queste, la n. 9 verrà presto dimenticata e riscoperta da Schumann nel 1839.

Il secondo è che Schubert predilige forme e generi musicali - come per esempio pezzi per pianoforte a quattro mani, quartetti per archi e Lieder - che si addicono all'esecuzione in un salotto o, comunque, davanti a un pubblico ristretto, più che alle grandi sale da concerto.


VERDI

Giuseppe Verdi

Giuseppe Verdi nasce a Roncole di Busseto, in provincia di Parma, il 10 ottobre 1813. Il padre divide il suo tempo tra una piccola osteria e il lavoro nei campi. La madre è una filatrice. Giuseppe, che mostra un talento precoce, studia musica con l'organista della chiesa, poi prosegue al ginnasio e alla scuola di musica del paese. Nel 1832 si reca a Milano per l'esame di ammissione al Conservatorio, ma non viene ammesso. Prosegue gli studi privatamente, con Vincenzo Lavigna, operista e maestro di cembalo al Teatro alla Scala. Grazie a lui Verdi entra in contatto con il mondo dell'opera.

La prima fase: le opere e politiche

La rappresentazione della sua prima opera, Oberto conte di San Bonifacio, al Teatro alla Scala avviene nel 1839. Ma per Verdi gli anni tra il 1838 e il 1840 sono un periodo difficile dal punto di vista familiare perché funestati dalla morte della moglie e di due figli. La perdita delle persone care lo porta sul punto di abbandonare la carriera, ma alla fine prevale l'ispirazione artistica e Verdi riesce a comporre Nabucco (1842) e I Lombardi alla prima crociata (1843), lavori con i quali ottiene un grande successo. Sono opere di carattere storico, come la successiva Battaglia di Legnano (1849), e hanno come protagonisti popoli

che cercano di riconquistare la libertà. Oppressi dal dominio straniero, gli italiani si identificano facilmente con queste storie e ritrovano espressi in esse, soprattutto nei cori, il loro desiderio di indipendenza e le loro aspirazioni politiche del Risorgimento.

La seconda fase: la trilogia "popolare"

Durante la seconda fase della sua vita artistica Verdi compone tre grandi capolavori, conosciuti come la trilogia "popolare": Rigoletto (1851), Il trovatore (1853), La traviata (1853). Queste opere prendono forma attorno alla vita di singoli individui, di cui la musica racconta la storia, descrive i sentimenti e i conflitti sociali in cui sono coinvolti. Per fare questo, Verdi modifica la struttura tradizionale del melodramma, adattandola alle esigenze delle vicende rappresentate. Così, quando

Rigoletto entra in scena per la prima volta intona un recitativo, che più si adatta al personaggio e alla situazione. Solitamente, invece, all'inizio di un'opera, al protagonista veniva fatta cantare un'aria, senzapreoccupazione per il carattere della scena e del personaggio.

Verdi continua a viaggiare in Italia e in Europa, per seguire la messa in scena delle sue opere. Nel 1859sposa il soprano Giuseppina Strapponi e nel 1861 viene eletto nel primo parlamento italiano.

La terza fase: una nuova forma di melodramma

Mentre al di là delle Alpi, il compositore tedesco Richard Wagner (1813-1883) sta lavorando a una riforma del melodramma, che però il compositore italiano non condivide, Verdi si dedica a creare una nuova forma d'opera lirica in cui ci sia una perfetta fusione tra la musica e l'azione drammatica.

Per lui è necessario che la musica possa fluire senza interruzioni, adattarsi liberamente alle situazioni e alle parole e abbandonare la netta distinzione tra

arie e recitativi. Da questa sua riforma, che incontra anche diverse critiche sia del pubblico sia degli addetti ai lavori, nascono capolavori come Don Carlos (1867), Aida (1871, composta per i festeggiamenti per l'apertura del Canale di Suez), Otello (1887), e Falstaff (1893).

Giuseppe Verdi muore a Milano il 27 gennaio 1901.


CHOPIN

Fryderyk Chopin

Fryderyk Chopin nasce il 1° marzo 1810 in Polonia, nei pressi di Varsavia. In questo periodo la Polonia non è uno stato indipendente, ma un granducato assoggettato alla Russia. Nel 1811 la famiglia si trasferisce a Varsavia, dove il padre ha ottenuto il posto di insegnante di francese al liceo. Chopin è autodidatta e rivela fin da piccolo doti di compositore e di virtuoso eccezionale. Il suo unico maestro di pianoforte è un musicista polacco che dal 1816 al 1821 gli farà conoscere Bach, Haydn, Mozart e Beethoven. Scrive la sua prima composizione a sette anni e a otto si esibisce davanti al granduca di Polonia. Da questo momento inizia a frequentare i salotti dell'aristocrazia e partecipare alla vivace vita musicale della città. Nelle estati del 1824 e del 1825 trascorre un periodo presso un compagno di scuola in campagna, dove entra in contatto con la musica popolare polacca. La contabilità, cioè un tocco e uno stile che imitano la voce umana, e le melodie della musica popolare sono due caratteristiche fondamentali delle sue opere.

I primi viaggi all'estero

Tra il 1828 e il 1830 compie due viaggi, a Berlino e a Vienna. Nella città tedesca assiste, tra gli altri, a un concerto di Paganini, mentre a Vienna si esibisce con grande successo in vari concerti, dove esegue proprie composizioni, soprattutto per pianoforte e orchestra, tra cui la Grande polacca e i due Concerti. Sostenuto soltanto dai soldi del padre, perché il governo polacco gli ha negato una borsa di studio, Chopin ritorna a Vienna nel novembre del 1830 e qui, una settimana dopo il suo arrivo, viene a conoscenza dei moti in Polonia e della durissima repressione russa. Non tornerà mai più in patria.

Parigi, la nuova patria

Nell'estate del 1831 lascia Vienna per Parigi, dove conosce Liszt, Mendelssohn, Rossini e Berlioz e ritrova alcuni amici polacchi fuggiti dalla patria. Nella capitale francese compone e pubblica le sue opere, esegue concerti e dà lezioni di pianoforte. Dal 1835 le sue apparizioni in pubblico come concertista si diradano perché Chopin si considera più un compositore che un pianista e in secondo luogo perché, mentre nelle grandi sale da concerto il pubblico predilige composizioni di grandi dimensioni per pianoforte e orchestra, Chopin invece ha iniziato a dedicarsi a opere per pianoforte solo e di dimensioni medio-brevi come per esempio i notturni, gli studi, le ballate, le mazurke e le polacche. Straordinari capolavori sono i 21 Notturni, composti tra il 1827 e il 1846, e i 24 Preludi op. 28 (1931-1839), la Berceuse (1843) e Barcarole (1846). A Parigi le sue esibizioni sono limitate ai salotti privati davanti a un pubblico selezionato ed esclusivo. La sua fama è ormai tale però che riesce a mantenere il successo grazie alla sola vendita delle sue opere. 

Nel 1838, dopo il fallimento del fidanzamento con una giovane polacca per l'opposizione dei genitori di lei, conosce e si lega affettivamente alla scrittrice George Sand. Nel 1839 compaiono i sintomi della tubercolosi, malattia che lo condurrà alla morte, avvenuta il 12 ottobre 1849.


VIVALDI

Antonio Vivaldi

Antonio Vivaldi nasce a Venezia nel 1678. Cagionevole di salute, risentirà per tutta la vita di questo problema: si tratta probabilmente di una forma di asma, oggi curabile, ma che allora poteva condurre alla morte. Suo padre è un musicista senza lavoro fisso e mantiene la famiglia lavorando presso le case dei nobili, durante le feste, nelle chiese che non hanno un organico musicale stabile e nei teatri. È lui il suo primo maestro e lavorando con il genitore Vivaldi fa le prime esperienze da musicista. Il padre starà vicino al figlio per tutta la sua carriera fino alla sua morte (1736). Antonio viene avviato alla carriera ecclesiastica, per sostenere il precario bilancio familiare.

Violinista, docente, compositore, esecutore presso l'Ospedale del pietà 

Il 1703 e un anno di svolta: viene ordinato sacerdote (ma presto verrà dispensalo dagli Impegni sacerdotali per motivi di salute) e ottiene i posto di maestro e violino presso l'Ospedale della Pieta. Vi rimarrà, anche se non stabilmente, fino al 1717. Gli ospedali sono istituzioni pubbliche in cui si accolgono e si educano ragazze orfane. La maggior parte ha una formazione generica; quelle più dotate ricevono anche una formazione musicale e costituiscono l'orchestra che si esibisce regolarmente sotto la direzione di maestri famosi. "

Le esibizioni hanno luogo la domenica, in altre feste solenni e davanti a ospiti politici illustri in visita alla città. Famosi anche all'estero, i concerti tenuti delle orfane dell'Ospedale della Pietà sono meta di musicisti stranieri in visita alla città. L'Orchestra della Pietà è costituita da circa cinquanta elementi: venti coriste (di cui due soliste) e una trentina di strumentiste (di cui due organiste). La loro preparazione musicale è di altissimo livello ed è proprio qui che in questi anni nasce a opera di Vivaldi il concerto solistico barocco

Dalle prime pubblicazioni alla fama internazionale

Nel 1704 diventa anche maestro di viola all'inglese (una viola con corde doppie) e nel 1705 pubblica per la prima volta alcune sue sonate a tre. Nel 1709 pubblica dodici sonate per violino ma è solo nel 1711, quando un editore olandese pubblico l'Estro armonico, che Vivaldi raggiunge una notevole fama internazionale. Nonostante il successo non si arricchisce però, perché a quell'epoca i compositori venivano pagati a forfait, non in base alle copie vendute. A questa seguiranno altre dieci raccolte di concerti, tra cui La stravaganza (1713) e Il cimento dell'armomia e dell'invenzione (1725), che contiene le famose Quattro stagioni

Vivaldi autore di melodrammi

Nel 1713 inizia la sua carriera di autore di melodrammi e, grazie alle sue doti organizzative, anche di impresario. La sua prima opera, Ottone in Villa, viene rappresentata a Vicenza. Dopo la rappresentazione del suo primo lavoro continua a scriverne altri e in una lettera del 1739 sostiene di averne composti, verosimilmente, ben novantaquattro (circa tre all'anno). I suoi melodrammi vengono rappresentati sia in uno dei sei teatri stabili di Venezia, sia in altre città, come Vicenza, Treviso, Mantova, Verona, Lucca e Ancona.

Tra il 1729 e il 1730, accompagnato dal padre, si reca a Vienna e a Praga per la rappresentazione di alcune sue opere. Al di là delle Alpi, era già molto conosciuto come autore di concerti: tra il 1713 e il 1714, a Weimar lo stesso Bach ne aveva trascritti alcuni per strumento a tastiera.

Muore in povertà a Vienna

Rientrato a Venezia, le invidie per il suo grande successo non gli lasciano spazio. In più sono avvenuti cambiamenti nel gusto musicale: il concerto barocco ha ormai fatto il suo tempo. Nonostante la sua salute precaria, nel 1741 decide di partire di nuovo alla volta di Vienna, dove muore in povertà il 28 Luglio di quello stesso anno.


BEETHOVEN

Ludwig van Beethoven

Ludwig van Beethoven nasce a Bonn il 16 Dicembre `770. Il nonno era stato prima violinista e cantautore, poi kapellmeister presso la cappella arcivescovile della città. il padre é tenore ma riesce a raggiungere una posizione ragguardevole e la famiglia vive in gravi ristrettezze economiche.

Dell'educazione musicale di Ludwig si occupa Christian Gottlob Neefe, organista di corte, che riconosce nel ragazzo le caratteristiche del genio. A 13 anni Beethoven é già conosciuto nella sua città come ottimo pianista e a 14 diventa secondo organista di corte. Può così contribuire al bilancio familiare. Nel 1787 trascorre un breve periodo a Vienna per studiare con alcuni grandi maestri dell'epoca.

A Vienna si afferma prima come pianista e poi come compositore 

Nel 1794, a causa dell'invasione dei territori tedeschi da parte della repubblica rivoluzionaria francese, Beethoven non riesce più a ricevere il denaro da Bonn. Accetta l'ospitalità di un principe viennese e si esibisce nei salotti e nei teatri cittadini, iniziando così una vera e propria carriera di pianista. Nel 1796 parte in tournée per Praga, Dresda e Berlino, dove ottiene successo e riconoscimenti economici. Altre fonti di reddito sono le lezioni private e la pubblicazione e la vendita degli spartiti delle sue composizioni, soprattutto musica da camera: sonate per pianoforte, tra cui la Patetica (1799) sonate per violino e pianoforte, per violoncello e pianoforte, e i tre Trii op. 1 per violino, violoncello e pianoforte. Di questi anni é anche la Prima sinfonia.

alla fine del secolo Beethoven é quindi un concertista affermato e un compositore apprezzato, anche se la figura dominante é sempre il più vecchio Haydn.

La sorditá modifica la sua vita e la sua musica

Quando peró la sua carriera sembra ben avviata, la sordità, i cui primi sintomi si erano presentati nel 1796, si aggirava. Questo fatto ha importati consegue nel suo carattere.

Beethoven tende ad isolarsi e gli é difficile mantenere relazioni sociali, anche perché teme che si possa scoprire il suo male e che questa scoperta rovini il suo successo: chi  crederebbe che un sordo possa comporre musica?

Anche il suo stile competitivo subisce dei cambiamenti: tende a fasi più complesso e articolato, come se il musicista dovesse concentrare nella musica ciò che non pu'piú comunicare con le parole.Sono di questo periodo capolavori che lo fanno conoscere in tutta l'Europa: esempi perfetti dello stile classico come la Seconda sinfonia 91802), la sonata a Kreutzer per violino e pianoforte (1802), la Terza sinfonia (1803); e opere che lo avvicinano alla sensibilità romantica, come, nel 1806 il Quarto concerto per il pianoforte e il Concerto per il violino, la Quarta sinfonia, i Quartetti per gli archi dedicati al principe Razumowskij, la Quinta sinfonia (1808) il Quinto concerto pr pianoforte (1809), la Settiama e l'Ottava sinfonia (1811) e il Trio dell'arciduca (1814), che lo vede esibirsi per l'ultima volta in pubblico nelle vesti di pianista. Dopo questa data dovrà abbandonare l'attività di concertista, a cosa della sordità.

La Nona sinfonia e gli ultimi anni

LA Nona sinfonia nasce da un'idea che Beethoven aveva avuto addirittura nel 1793; scrivere una composizione sinfonico-corale che musicasse l'ode alla gioia del poeta tedesco Schiller, in cui Beethoven ritrova i suoi grandi ideali di amore per l'umanità, di fratellanza tra gli uomini e di fiducia nella bontà del Creatore.

La composizione di quest'opera dura quindici mesi, tra il 1823 e il 1824; alla prima esecuzione il successo é travolgente.

Gli ultimi anni di vita sono quindi segnati dal successo e da una grande fama. Beethoven muore il 26 Marzo del 1827. Al corteo funebre partecipano più di diecimila viennesi.


BACH

Johann Sebastian Bach

Johann Sebastian Bach nasce a Eisenach, nella Germania centrale, nel 1685. Da ben sette generazioni i Bach sono musicisti, maestri di cappella, organisti e compositori molto apprezzati.

Bach studia dapprima nella scuola della sua città natale poi nel 1695, alla morte dei genitori, va a vivere a Ohrdruf, presso il fratello maggiore, un ottimo organista che si prende cura della sua formazione musicale. Nel 1700 Bach si trasferisce a studiare musica a Lüneburg, presso la prestigiosa scuola san Michele. Nel 1702 si diploma e nel 1703 tiene il primo impostante incarico.

Durante la sua vita ricopre posti importanti in diverse città della Germania, ma i periodi pie significativi sono quelli trascorsi a Weimar, Köthen e Lipsia.

A Weimar compone buche per organo e trascrive musica strumentale italiana

Il suo incarico a Weimar ha inizio nel 1708, come organista di core e violinista nell'orchestra da camera del duca. Tra il 1708 e il 1717 Bach scrive gran parte delle sue opere per organo: i preludi, le fughe e i corali organistici. Compone anche numerose cantate sacre, destinate alle celebrazioni liturgiche della cappella di corte . In questo period, conosce anche la migliore musica strumentleitaliana: Vivali, Corelli, Albinoni e Benedetto Marcello sono tra i più eseguiti a coro. Bach ne trascrive per strumento a tastiera alcune composizioni: nascono ventidue brani, sei per organo e sedici per cembalo. Intanto la sua carriera avanza e nel 1714 diventa Konzertmeister, cioè direttore responsabile dell'orchestra di corte.

Alla corte di Köthen, come maestro di cappella, compie numerosi viaggi

Nel 1717 viene assunto presso la corte di köthen come Kapellmeister, cioè maestro di cappella. É l'incarico più importante che un musicista possa assumere in una corte. Bach é responsabile di tutte le attività musicali, sacre e profane, e di tutti i muissti. Egli infatti deve:

  • organizzare gli eventi musicali;
  • creare il repertorio musicale e curarne l'esecuzione;
  • tenere aggiornata la biblioteca musicale;
  • acquistare nuovi strumenti musicali.

Detto i termini moderni, é direttore d'orchestra, direttore artistico , compositore e impresario tempo stesso; da lui dipendono circa trenta persone tra musicisti, cantanti, maestri di danza.

Oltre alle attività in sede, Bach con l'orchestra viaggia molto al seguito del principe. Ha così l'occasione di conoscer atre tradizioni musicali e di far conoscere le sue opere. Nei sei anni trascorsi a Köthne, Bach compone molta musica strumentale e orchestrale, tra cui: I sei concerti brandeburghesi per orchestra, il primo libro del Clavicembalo ben temperato (un'opera didattica dedicata al figlio maggiore), le sei Sonate e Partite per violino solo e le sei Suite per violoncello solo.

A Lipsia si concludono la carriera e la vita di Bach

Nel 1723 il consiglio municipale di Lipsia, città della Germania orientale, affida a Bach l'importante incarico di Kantor, cioè sovrintendente alle attività musicali della città, il direttore e gli strumentisti dell'orchestra di Lipsia.

I suoi compiti sono:

  • insegnare presso una delle scuole della città;
  • dirigere il coro della scuola utilizzato in tutte le funzioni religiose cittadine;
  • creare il repertorio musicale.

Per le esigenze di questo incarico compone trecento cantate sacre(per le funzioni domenicali e le festività liturgiche dell'anno), le passioni secondo Giovanni e secondo Matteo, la Messa in Si minore, gli oratori di Pasquae di Natale.Inoltre scrive il secondo libro del Clavicembalo ben temperato, l'Offerta musicale (così chiamata perché offre'a Federico II di Prussia tredici rielaborazioni di un tema musicale proposto dal sovrano), l'Arte della fuga (una raccolta incompiuta di ventitré brani strumentali) e cinquanta cantate profane.

Muore nel 1750. Viene ben presto dimenticato e sarà riscoperto nell'ottocento dal musicista Felix Mendelssohn.

 


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