Monthly Archives: Novembre 2021

LE DIRECT BOX

LE DIRECT BOX

Una Direct Box ha un solo fondamentale compito svolgere: convertire un segnale strumentale hi-z sbilanciato in un segnale microfonico low-z bilanciato.
Sul palco permette di dividere il segnale di uno strumento, inviando "l'output" bilanciato al mixer e pii alle casse. Mentre il segnale non processato viene inviato all'amplificatore.
In studio, funziona in maniera simile, fatta eccezione per il segnale bilanciato, che andrà direttamente all’interfaccia audio.

Permettendo di registrare contemporaneamente una versione della medesima traccia con e senza effetti.
Il vantaggio delle Direct Box é anche quello di poter inviare il segnale della chitarra per lunghe distanze senza che la qualità venga intaccata dal rumore.

Possono essere attive o passive:

ATTIVA: necessita di un alimentatore. Va utilizzata con strumenti passivi come chitarra elettrica,basso e piano Rhodes.
PASSIVA: non necessita di un alimentatore. Va utilizzata con strumenti attivi come basso, tastiere e percussioni elettroniche.

Le Direct Box passive hanno tipicamente molto più headroom rispetto alle attive e sono quindi in grado di gestire segnali più forti senza sovraccarichi.
Se e quando un sovraccarico si verifica, le Direct Box passive generano una piacevole distorsione “saturante”, mentre le attive producono un suono molto più aspro, simile al clipping digitale.
Perciò in questo scenario le passive sono l’ideale. L’altro loro scenario ideale sono le performance live.

Il problema nell’utilizzo di Direct Box attive sul palco è che ciascuna delle 3 possibili fonti di alimentazione  presenta delle sfide particolari:

  1. Corrente Alternata – è difficoltoso farla arrivare al palco.
  2. Batterie – si scaricano sempre nel momento peggiore, e sostituirle è costoso.
  3. 48V phantom power – solitamente non è abbastanza forte da fornire un headroom adeguato.

Quelle passive invece, NON utilizzando nessuna alimentazione, funzionano meglio in questi casi in quanto evitano tutti questi potenziali problemi.

 

 

 

 


IL FLAUTO

Il flauto traverso é uno strumento musicale, facente parte della famiglia dei legni, quindi un aerofono. Costruito principalmente in metallo, suona soffiando nel foro d'imboccatura e azionando un numero variabile di chiavi (trillo del re acuto, do, sol#, chiave lunga del fa, chiave piccola del fa, mi bemolle, do# basso, do basso).

La struttura del flauto

Esso é composto da tre parti:

  • TESTATA
  • CORPO CENTRALE
  • TROMBINO

I tre pezzi vengono montati assieme tramite degli innesti a baionetta.

Alla famiglia del flauto appartengono anche l'ottavino, il flauto in SOL ed il flauto basso.

Il suono del flauto viene prodotto dal flusso d'aria che si frange contro lo spigolo del foro di insufflazione presente sulla testata.
L'emissione di note di diversa altezza avviene chiudendo i fori, tramite le "chiavi".
Il flauto ha un suono limpido anche se un pó freddo, ma a brillantezza del suo timbro lo ha reso adatto, per esempio a imitare il canto degli uccelli. 

Cenni storici

Il più antico conosciuto era in legno e si chiamava siringa. Fu inventato in Cina oltre duemila anni prima di Cristo, sebbene i cinesi non gli dettero quel nome. Il nome “siringa” gli fu dato dai greci in onore della ninfa Siringa (che in greco si chiamava Syrinx). A metà del XIX secolo inizia a essere costruito in metallo per produrre suoni di maggiore intensità. I fori sono inizialmente chiusi dalle dita dell'esecutore ,ma per ampliare l''estensione e ottenere suoni alterati vengono aggiunte le chiavi. Anche questo strumento ha il suo Paganini come T. Böhm, inventore del flauto moderno, virtuoso e compositore. A lui si devono le innovazioni che creano il moderno strumento da concerto. Tra i flautisti del novecento ricordiamo S. Gazzelloni, ritenuto uno dei migliori esecutori del nostro tempo.  


ANNIVERSARIO DI MATRIMONIO

ANNIVERSARIO DI...MATRIMONIO

L'anniversario di matrimonio è l'anniversario della data in cui un matrimonio ha avuto luogo  viene festeggiato dagli sposi scambiandosi un regalo.

REGALO PER ANNIVERSARIO

È tradizione che gli sposi si scambino un regalo ad ogni anniversario di matrimonio. Ciascun anno questi regali dovrebbero essere di materiali diversi: dal più fragile al più solido. Proprio per simbolizzare la maggiore forza che via via la relazione va acquisendo.

NOME DELL' ANNIVERSARIO

Anni 

Anniversario

Doni associati

Prezioso 

 Fiore

Nozze di carta carta e orologi Oro garofano
Nozze di cotone  cotone e porcellana/vasellame Granato mughetto 
Nozze di pelle pelle, vetro e cristalli Perla girasole
Nozze di lino frutta, fiori, apparecchi elettrici/elettronici Topazio blu  ortensia 
Nozze di legno  legno, argento Zaffiro  margherita 
6º  Nozze di ferro  dolci, oggetti di legno o ferro Ametista  calla 
Nozze di rame o di lana  lana, rame, ottone, set da scrivania Onice fresia 
Nozze di bronzo  bronzo, sale, elettrodomestici, pizzo Tormalina  lillà 
Nozze di ceramica ceramica, oggetti di pelle Lapislazzuli strelitzia
10º  Nozze di latta latta, alluminio Diamante narciso
11º Nozze d'acciaio capi di moda, acciaio Turchese tulipano
12º Nozze di seta  seta, lino Giada, perle peonia 
13º Nozze di pizzo  pizzo, tessuti, pellicceria  Citrino  crisantemo 
14º Nozze d'avorio  Opale, avorio dalia 
15º Nozze di cristallo  vetro, cristallo, orologi Rubino  rosa 
16º Nozze di cera argenteria da tavolo Peridoto 
17º Nozze di madreperla  mobili  Orologio 
18º Nozze di piuma  porcellana  Occhio di gatto 
19º bronzo  Acquamarina 
20º  Nozze di porcellana porcellana  Smeraldo  aster
25º  Nozze d'argento   Argento iris
28º orchidea
30º  Nozze di perla Diamante  lilium
35º  Nozze di corallo  Corallo Giada
40º   Nozze di rubino Granata gladiolo
45º   Nozze di zaffiro  Zaffiro
50º   Nozze d'oro    Oro rosa gialla o violetta
55º   Nozze di smeraldo Smeraldo e turchese 
60º   Nozze di diamante Oro e diamante
70º   Nozze di Platino Platino

 


IL MIDI

IL MIDI   

Con il termine MIDI (acronimo di Musical Instrument Digital Interface) si intendono sia l'insieme di specifiche tecniche che danno vita al protocollo, sia l'interfaccia hardware, che consente il collegamento fisico tra vari dispositivi.
Un flusso di questi dati  è come uno spartito musicale, ovvero tutte le informazioni relative all'esecuzione della parte musicale.

Tale interfaccia è composta da una o più delle seguenti porte:

MIDI IN: porta a cui arrivano i dati. Questa porta deve essere sempre collegata con una porta Out oppure Thru.
MIDI OUT: porta da cui escono i dati verso un MIDI In.
MIDI Thru: è una copia esatta dei dati che arrivano al MIDI In e vengono immediatamente rispediti fuori attraverso il MIDI Thru.
Questa porta serve per collegare più dispositivi allo stesso master (cioè il dispositivo che invia i dati)

Il protocollo è però ben più complesso, e consente non solo di inviare informazioni sulle note suonate, ma anche una serie di messaggi destinati alla modifica di parametri e impostazioni sui dispositivi collegati. Tra questi i più utilizzati sono i program change e i control change. I primi vengono utilizzati tipicamente per cambiare un preset su un dispositivo, utilissimo in situazioni live e non solo.

Un po di storia.....

Il protocollo nasce all’inizio degli anni ’80 grazie Dave Smith e Chat Wood di Sequential Circuits , che nel 1981 propongono le prime specifiche in un documento pubblicato sotto il nome di “The complete SCI MIDI”.

All’epoca non esisteva uno standard di comunicazione tra strumenti elettronici: alcuni costruttori (Roland, Oberheim) avevano già dotato i loro prodotti di sistemi di comunicazione, ma spesso sincronizzare e interfacciare strumenti di produttori diversi richiedeva soluzioni ad hoc piuttosto complesse. Il nuovo protocollo  permetteva finalmente di superare questi limiti e offriva nuove soluzioni al problema.
I primi strumenti dotati di tale interfaccia furono il Prophet600 di Sequential Circuits e il DX-7 Yamaha, lanciati sul mercato a partire dal 1983.


IL VIOLINO

IL VIOLINO

Il violino é uno strumento musicale ad arco, facente parte della famiglia delle viole.
Costruito principalmente in legno, con quattro corde accordate per quinte (mi,la,re e sol) tese su un ponticello.

La struttura

Il violino é composto da una cassa armonica e dal manico innestato nella parte superiore della cassa. La cassa armonica, tradizionalmente di lunghezza compresa tra i 34,9 ed i 36,2 centimetri, é costruita in legno di abete rosso e la forma ricorda vagamente un 8.
La tavola armonica ed il fondo sono collegati tra loro, oltre che dalle fasce laterali, anche da un listello cilindrico di abate di circa 6mm, chiamato anima, e posto all'interno della cassa armonica.
Il violino ha solamente due aperture chiamate effe.
Per distribuire la pressione generata dalle corde, troviamo un listello di legno di abete che ha anche la funzione di distribuire uniformemente le vibrazioni, su tutto il piano armonico.
Sulla parte superiore del manico é incollata la tastiera, realizzata in ebano, sulla quale vengono premute le corde. Le corde passano dai pinoli ad un sostegno all' inizio del manico, capotasto, poi scorrono sopra la tastiera, poggiano sul ponticello e vengono fissate alla cordiera, che per mezzo di un cavo viene collegata al bottone.

Cenni storici

Si suppone che il violino sia nato come strumento per musicisti ambulanti che necessitavano di un unico strumento per raggiungere differenti tonalità, fondendo le vielle e le ribecche a tre corde.
Sebbene il violino fosse usato principalmente per allietare le danze, in Italia iniziò una vera e propria scalata verso ruoli ben più nobili, come l’impiego nelle cori e nelle chiese.
Vi è prova che nel 1530 a Brescia un violino ha suonato durante una messa; circa dieci anni dopo a Venezia troviamo diverse scuole ed lo strumento musicale appare anche in diverse processioni.
Il violino prende veramente piede nel XVII secolo quando l’Europa viene invasa dall’arte della liuteria.
Per ragion di merito ricordiamo che la vera culla della liuteria è l’Italia, con nomi del calibro di Antonio Stradivari, Andrea Guarnieri, Domenico Montagnana e Alessandro Gagliano solo per citarne alcuni.

 


GENDER REVEAL PARTY

GENDER REVEAL PARTY

Gender reveal party é una festa organizzata dai futuri genitori che, coinvolgendo amici e parenti, scoprono il sesso del bambino. 

Per poter organizzare questa festa, dunque, bisogna attendere la 20esima settimana di gravidanza. Il ginecologo dovrà porre i risultati dell'ecografia o del test prenatale in una busta sigillata. Intanto bisognerà preparare la location con palloncini, striscioni, piatti, bicchieri e dolciumi vari nei tipici colori rosa e azzurro. Anche la torta dovrà essere colorata all'esterno, ma il ripieno sarà azzurro o rosa! Sarà maschio o femmina? É possibile rivelare il sesso del bebè anche con :

  • MISTERY BOX

Una enorme scatola con tante decorazioni e punti di domanda. All'apertura si alzeranno in volo tanti palloncini rosa o azzurri.

  • Palloncino

Far scoppiare uno di questi enormi palloncini. Sono solitamente neri, argentei o dorati e nascondono al loro interno una pioggia di coriandoli del colore del sesso del bebè.

TEMA

Per quanto riguarda il tema da dare alla festa il mio consiglio è di restare sul generico BOY OR GIRL.  Se proprio volete dare un tocco di originalità in più, potrete puntare sul Royal baby (Price or Princess?) , sullo sport (Calciatore o Ballerina?) oppure sui classici personaggi Disney (Topolino o Minnie?)

Qualunque sarà la vostra scelta, vi assicuro che varrà proprio la pena organizzare questa festa

REGALI

Regali di genere neutro per il bebè, come: vestitini, tutine, torta di pannolini, cesto con prodotti per l'igiene del neonato e per il bagnetto, cornice per la prima foto, il carillon, la scatola dei ricordi, il salvadanaio, spilla e porta ciuccio, album fotografico.

Per la mamma, invece: gioielli, cicli di massaggi, corsi di acquagym o yoga prenatale, kit per calco pancia della mamma, week-end all'insegna del relax. 

 


Parthénope

“PARTHÈNOPE” UN BRANO DEI PRIOR

  PARTHÈNOPE é in distribuzione mondiale su tutti i digital store il 15 Agosto 2021. È un brano scritto da Paolo Priore che, nel 2010, ritorna con la band 'PRIOR". Con la sua musica, prova a dedicare qualcosa a Napoli. Con Parthènope prova a catapultare il suo pubblico nel XIII secolo. Percorrendo un viaggio storico, dalla fondazione, della sua città natale, ad oggi. Il cantante, infatti, definisce il suo brano come "un binario che passa tra due mondi: dalla nascita di Napoli all'attualità di oggi".Parthènope é dunque un invito quindi a conoscere questa città. "Vieni con me", infatti, indica letteralmente "vieni vedere la mia città piuttosto che restare lí a criticarla". È un invito ad abbattere il prototipo di "Pizza e Mafia" attribuito dagli stranieri conoscendo Napoli solo attraverso i media.

Intervista a Paolo Priore

Cresciuto in un quartiere popolare. Paolo ha una forte passione per la musica, tramandatagli dalla famiglia. Grazie a suo zio, maestro di musica, ha coltivato la passione per il genere Rock, Hard Rock e Heavy Metal. Coinvolto dalla musica, Paolo  nel 2005 forma la band "Prior", che negli anni a seguire cambia componenti ma non il suo stile. Con la sua band infatti realizza brani Metal, in lingua napoletana. Ciò gli permette di esprimere al meglio i suoi pensieri.

Da solista invece utilizza un genere Rap che si evince dall'album contenenti brani dedicati al suo quartiere.

 

Rapporto con ArsMusic

Paolo Priore ha provato una nuova esperienza lavorativa affidandosi all'agenzia ArsMusic. Ha conosciuto il direttore dell'agenzia, il maestro Gennaro MONÈ, descrivendolo poi come un umile artista e grande maestro. Il suo progetto futuro é la realizzazione di un album Metal, ispirandosi sempre alla "sua Napoli"

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VIDEO

 


I CONTROLLER DAW

I CONTROLLER DAW  

DAW sta per Digital  Audio Workstation. É un sistema elettronico progettato per la registrazione, il montaggio e la riproduzione dell'audio digitale.
Una caratteristica fondamentale dei controller DAW é la capacità di manipolare liberamente i suoni.
Il termine DAW si riferisce a una combinazione si software per la registrazione multitraccia e di hardware audio di alta qualità.
L'hardware deve avere la capacità di convertire il segnale audio tramite un convertitore analogico-digitale.

Un controller DAW professionale svolge la stessa funzione di una comune scheda audio.Generalmente di qualità superiore.
Offre vantaggi in termini di qualità audio rispetto a quest'ultima.
Esistono due tipologie di controller:

DAW BASATA SU UN COMPUTER: costituita da tre componenti, un computer, un convertitore digitale e un software per montaggio audio.
DAW INTEGRANTE: costituita da un mixer, una interfaccia di controllo, un convertitore audio e un supporto di memorizzazione in un unico apparecchio.

Tutte le DAW top in grado di registrare tracce audio e MIDI.
Le tracce MIDI non contengono informazioni audio vero e proprio, ma piuttosto informazioni su come uno strumento dovrebbe essere giocato come registrato da un controller MIDI.
Un controller MIDI è quello che si usa per registrare note e come è duro o morbido le note dovrebbero essere riprodotti.
E 'l'unico altro pezzo di hardware, oltre al computer e computer altoparlanti, necessari per impostare una DAW.

La prima DAW, digital audio workstation, fu sviluppata da Bob Ingebretsen e Jim Youngberg della Soundstream negli ultimi anni '70, usando un minicomputer.
Verso la fine degli anni '80, i computer di livello cominciarono ad essere abbastanza potenti. Iniziarono a gestire processi di montaggio audio digitale.


LA CHITARRA CLASSICA

LA CHITARRA CLASSICA

La chitarra classica, detta anche spagnola, è uno strumento a pizzico in quanto le corde vengono pizzicate con le unghie. È caratterizzata dalla presenza di 3 corde nylon puro e 3 in nylon ricoperto di metallo.
Lo strumento é in legno, dotato di cassa di risonanza a forma di otto e ha una tastiera  che termina con una paletta su cui sono fissate le chiavi dell'accordatura.
Di solito essa é leggermente inclinata in giù, rispetto alla posizione del manico.

Le parti principali sono:

- La cassa armonica che ha lo scopo di ricevere il suono generato dalla vibrazione delle corde pizzicate:
- Il manico, che ha il ruolo di sostenere le corde, di regolare la tensione e di conseguenza l'accordatura e di includere la tastiera su cui é possibile fissare note, schiacciando le corde con le dita.

La chitarra classica generalmente é utilizzata per suonare musica antica, o per brani di epoca moderna scritti appositamente per questo tipo di chitarra.
Gran parte del repertorio esistente per chitarra classica è scritto per strumento solista, per duo o, più raramente, per trio, quartetto od orchestra di chitarre. Molto ricco anche il repertorio cameristico, mentre è piuttosto raro il suo impiego in orchestra.

Per quanto riguarda l'ambito trascrittivo, la chitarra classica vanta un ricco repertorio. Numerevoli furono i chitarristi-trascrittori che, a partire dagli albori dello strumento stesso, estesero il repertorio mediante trascrizioni ed arrangiamenti.
Le trascrizioni chitarristiche sono considerate tra le più belle e complete, vi è una corrispondenza assoluta tra la richiesta timbrica tipica delle trascrizioni e la risposta strumentale, tra le più vaste nella rosa strumentale moderna. La chitarra è una piccola orchestra. Ogni corda è un colore differente, una voce differente.
La trascrizione favorí inoltre lo sviluppo di tecniche strumentali innovative come il  tremolo e gli armonici, la richiesta, oltre che timbrica, armonico musicale costrinse i chitarristi-trascrittori ad un'esplorazione dello strumento nuova.

 


LAUREA

LAUREA

La laurea é un riconoscimento ufficiale del completamento di un corso di studio universitario. In Italia da diritto al titolo di "dottore". Esistono due percorsi universitari. La laurea triennale é denominata di primo livello. La specialistica é denominata invece laurea magistrale

I laureandi, durante la cerimonia nella quale discutono la tesi, rispettano alcune tradizioni. Tra queste troviamo:

  • LA TOGA PER LA LAUREA

Le toghe indossate sono di base nere. Hanno bordi sulle maniche di colori differenti per differenziare le diverse facoltà. il tessuto morbido che cade in pieghe discrete si chiude sul davanti con una pratica bordatura.

 

  • CORONA D'ALLORO

La corona d'alloro costituisce uno dei simboli più importanti con il quale arricchire di significato il giorno della laurea. Il laureato é colui che indossa la corona d'alloro. Dal termine latino Laurus Nobilis. Il galateo prevede che a regalare al corona siano i genitori oppure i familiari che convivono con il laureato. Il laureato é colui che indossa la corona d'alloro. Dal termine latino Laurus Nobilis.

TOCCO

Cappello a forma quadrato, tipico prettamente della tradizione anglosassone e statunitense. Il colore del ventaglio cambia per ogni facoltà. Anche se in Italia il tocco di laurea non viene indossato dagli studenti nelle celebrazioni ufficiali dell’ateneo, è un accessorio spesso usato per festeggiare la fine del percorso di studi e scattare foto ricordo insieme ad amici e parenti.

Corona d'alloro oppure tocco?

Lasciamo a te la scelta!


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